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Rubrica

Avete qualcosa da raccontare, da denunciare o evidenziare,  una immagine da far vedere!? scrivete a:

"la parola al cittadino"


 

NOSCORIE TRISAIA

noscorietrisaia@libero.it

07.03.2010

COSTA JONICA: DALL’EROSIONE AL DISSSESTO IDROGEOLOGICO

[i]La natura genera i suoi equilibri in conformità a leggi perfette cui l’uomo dovrebbe obbedire per continuare la sua vita in simbiosi, distruggendo questi equilibri la natura si ribella. L’erosione già conosciuta da trent’anni sulle coste sabbiose del Meta pontino porta va via circa un metro all’anno nei punti più critici, e fu attribuita da tutti alla chiusura dei corsi d’acqua e dal prelievo massiccio della sabbia e inerti dei fiumi. Se ne accorsero proprio all’Enea di Rotondella quando video sparire anno dopo anno la casetta della valvola dello scarico a mare dell’impianto nucleare. Sui litorali sabbiosi l’erosione rispetto a quelli ghiaiosi o rocciosi è maggiore a causa delle correnti marine che hanno effetto sulla battigia.  Ora non si tratta più di un fenomeno costante e monitorabile, ma spariscono decine e decine di metri di spiaggia ogni volta che c’e’ una mareggiata.E' il caso di Metaponto, Scanzano e Rotondella. Non possiamo parlare più di erosione ma di un vero dissesto idrogeologico sulla costa proprio come quello che avviene sulla terra ferma. Tra le cause, dopo i fenomeni naturali eccezionali e le dighe troviamo per alcuni fiumi la cementificazione degli argini, (proibita in Germania già vent’anni fa) che non aiuta l’apporto di sedimenti. Negli ultimi anni sulla costa jonica c’e stata poi una cementificazione massiccia con megainvestimenti immobiliari, la distruzione delle dune naturali in alcuni casi, due porti turistici che hanno anche influito anche sulle correnti marine trasversali, la distruzione della flora marina a causa della pesca a strascico che aiutava a rallentare il moto  ondoso. Oggi a causa di scelte fatte nel passato, non possiamo far altro che contare solo danni agli habitat  naturali, ma soprattutto alle economie locali di tutti gli operatori economici che vedono svanire una stagione estiva e tutta l’occupazione collegata. Il modello di sviluppo turistico va perseguito nel rispetto dell’ambiente con politiche che mirino a sviluppare piccole economie collegate tra loro evitando grossi investimenti a favore di pochi, vedi i mega investimenti immobiliari (alias villaggi turistici) che invece impattano fortemente sull’ambiente marino e costiero. Per correre ai ripari la Regione Basilicata ha investito ingenti risorse tra studi, impianti sperimentali e soluzioni tampone per non approdare a nulla, il tutto togliendo risorse alla collettività. Di soluzioni da attuare bisogna metterne in campo diverse dalle dune, al dragaggio della sabbia, alla regimentazione dei fiumi per l’apporto di sedimenti, ma quello che non dobbiamo fare è commettere sempre gli stessi errori. Gli errori commessi speriamo pertanto che aprano gli occhi sul futuro, e sugli ultimi tratti di spiaggia rimasti, come quello di Rotondella, già pesantemente dissestato. Il comune di Rotondella, già danneggiato da questo dissesto idrogeologico-marino impari la lezione ed eviti di lasciare l’unico tratto di mare libero ai soliti investimenti immobiliari con annesso porticciolo per non provocare altri danni, invece cerchi uno sviluppo alternativo più rispettoso dell'ambiente e della collettività. Ci sarebbero poi i danni delle trivellazioni petrolifere lungo la costa (che vedremo poi nel corso degli anni) e speriamo mai nel mar Jonio, ma questa è un’altra storia.

NOSCORIE TRISAIA

noscorietrisaia@libero.it

27.02.2010

PETROLIO: Pertusillo e Jonio  come il Lambro?

 Il disastro ambientale che si sta consumando nel fiume Lambro e in seguito nel Po e speriamo non nel mare  Adriatico dovrebbe aprire gli occhi a chi nella pura incoscienza pensa al petrolio in Basilicata trascurando l’impatto ambientale che potrebbe avere sui nostri bacini idrici e nelle nostre falde acquifere.

 Ci riferiamo alle autorizzazioni regionali di nuovi pozzi vicino la diga del Pertusillo (è il caso del pozzo Monte Alpi 1 Est previsto a circa 1 Km dalla diga del Pertusillo), al pozzo di reinezione di Grumento Nova, al centro oli di Viggiano e al suo paventato raddoppio per lavorare più greggio, agli incidenti che si sono verificati con le autobotti e nelle realizzazioni dei pozzi in un decennio di trivellazioni, alla rete di oleodotti nella Val d’Agri. Ai continui allarmi delle popolazioni locali relative a fiammate e fughe di sostanze chimiche dal centro oli. Possiamo continuare con il sequestro a 1200 mt dell’area attrezzata Acqua dell’Abete a Calvello, dove nelle vicinanze è presente un pozzo petrolifero o peggio ancora alla presenza  di bario nella DIGA DEL PERTUSILLO, quando il bario è una sostanza che non si trova facilmente in natura, ma che è utilizzata generalmente dalle trivellazioni petrolifere. Le rassicurazioni fornite dalla Regione Basilicata e dal suo (ex) assessore all’ambiente sulla potabilizzazione efficiente, non escludono che gli inquinanti entrino nella catena alimentare perché l’acqua non si beve soltanto, ma si mangia perché è utilizzata per l’agricoltura e l’allevamento. Alle tante autorizzazioni che si intendono dare sulla costa Jonica e peggio ancora nel mar Jonio Non possono rassicurarci le valutazioni d’impatto ambientale (V.I.A) approvate dalla Regione Basilicata e dal suo Dipartimento Ambiente sugli impianti petroliferi dopo l’esperienza del pozzo Morano di Policoro. Dove il Dipartimento Ambiente affermò in pieno ferragosto che non è previsto l'uso di "sostanze chimiche per lo scioglimento della crosta terrestre" (Basilicatanet del 14/08/2009 16.27.34) quando invece con ordinanza 3671 a fine dicembre 2009 il sindaco di Policoro proibì sul pozzo (previo analisi) l’utilizzo di numerosi fusti contenenti sostanze chimiche, che invece servivano per le attività di perforazioni per raggiungere le centinaia di metri di profondità nel letto del fiume Sinni .

·         ·         Mentr e l’uomo può vivere senza petrolio, non sopravvive senz’acqua, e qui se non si pone un freno e delle regole allo sfruttamento petrolifero del territorio, mettiamo a serio rischio l’acqua che disseta due regioni, la salute dei residenti e soprattutto le economie agricole interessate. Il petrolio poi finirà perché è un fossile mentre l’acqua sarà distrutta con tutti gli ecosistemi, i fiumi e il mare Ionio che di conseguenza si porterà dietro anche l'economia turistica lucana irrimediabilmente compromessa.  I candidati governatori devono affrontare il problema serio della tutela delle acque e non rincorrere le illusioni delle royalites delle estrazioni petrolifere utilizzate per illudere e utilizzare i bisogni della collettività per un puro scopo elettorale. In questa regione purtroppo accade che i cittadini Invece  di essere tutelati dalle istituzioni debbano mobilitarsi per difendersi dalle istituzioni su progetti che distruggono  l’acqua ,il territorio  e il mare  con l’agricoltura e il turismo collegati  favorendo  inesorabilmente lo spopolamento della Regione.

ANTONIO STIGLIANO SU BILANCIO 2010>>>

ANTONIO STIGLIANO SU EROSIONE METAPONTO>>>

 

Acqua al bario

per ricordare a tutttii cosa stanno combinando all'acqua  lucana con le trivellazioni

senza regole  del dipartimento ambiente e dell'assessore al ramo  
 
Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute.

Per sapere - premesso che:
dopo la smentita da parte delle istituzioni lucane dello contestazioni di Maurizio Bolognetti relativamente ai dati sulle acque invasate lucane, lo stesso ha provveduto, in compagnia di un agente della polizia provinciale di Potenza, a prelevare alcuni campioni di acqua dalle dighe del

Pertusillo, di Senise e della Camastra che sono stati consegnati al laboratorio di analisi Biosan di Vasto (Chieti);
alla fine del rapporto di prova elaborato dal laboratorio si legge: «il campione, in relazione ai parametri esaminati, non rientra nei limiti posti dal decreto legislativo 31/01 e successivi concernente la quantità di acque destinate a consumo umano»;
l'acqua di cui si parla è quella invasata e non quella che esce dai rubinetti;
la sostanza oltre la soglia è il bario che nel caso della diga del Petrusillo è pari a tre milligrammi per litro e nel caso degli invasi di Montecotugno e della Camastra è di poco inferiore a due, mentre, secondo il decreto legislativo n. 152 del 2006, questa sostanza non dovrebb e superare il valore di 1 milligrammo per litro;
il bario è una sostanza utilizzata dalle industrie di gas e petrolio per fare fango perforante e può avere effetti tossici sulla salute;
nell'aprile 2004, sul Bollettino Ufficiale della regione Basilicata era apparso il decreto della giunta regionale 23 marzo 2004, n. 699, «Definizione dello stato conoscitivo dei corpi idrici per la redazione del piano regionale di tutela delle acque». Nel sopra citato documento, la giunta regionale della Basilicata approvava una relazione tecnico-scientifica, nella quale in relazione alla qualità dello acque invasate nelle dighe lucane si legge quanto segue: «Si evidenzia un diffuso scadimento della qualità, a partire dall'anno 2001, tutte le acque di invaso passano dalla categoria A2 alla A3. Appare quindi utile sottolineare l'opportunità di procedere a indagini più accurate che consentano di evidenziare le cause di tale peggioramento, non solo a fini puramente conoscitivi, ma anche per definire eventuali interventi migliorativi.»; nel novembre 2008, la procura della Repubblica di Potenza ha sequestrato la sorgente «Acqua dell'Abete», tributaria dell'invaso della Camastra. La sorgente è ubicata a valle del pozzo petrolifero Cerro Falcone 2 in agro di Calvello;
nel maggio 2009, il Corpo forestale dello Stato ha denunciato un inquinamento in atto della diga di Montecotugno. Sulla vicenda il quotidiano Notiziario Italiano ha scritto: «Hanno accertato che nella diga di Montecotugno era presente un evidente stato di inquinamento provocato dal versamento diretto di acque reflue provenienti dal depuratore consortile di Senise» -:
di quali dati dispongano i Ministri interrogati in ordine alla qualità delle acque degli invasi lucani di cui in premessa e quali iniziative di competenza intendano assumere al riguardo, con particolare riferimento alla ne cessità di assicurare la trasparenza e la correttezza delle informazioni concernenti i corpi idrici.

dell'On. Elisabetta Zamparutti (PD) ed altri
 
Alle ore 12,00 di oggi 12 febbraio alcuni operatori turistici di Metaponto (MT) esasperati per la gravissima emregenza erosiva della spiaggia di Metaponto Lido (MT) e che già da ieri occupano il Comune di Bernalda, si sono incatenati sul campanile del Municipio di Bernalda (MT).
 
Si trasmette in allegato una foto della dura protesta.
 
Antonio Forcillo, addetto alla comunicazione del Comitato Cittadiniattivibernalda e metaponto.   
www.cittadiniattivibernalda.it
Gli operatori turistici di Metaponto occupano il Comune di Bernalda (MT)
 
Bernalda, 11 febbraio 2010
Alle ore 12,30 di stamane l'associazione "Leucippo - operatori turistici di Metaponto" ha occupato la Sala Consiliare del Comune di Bernalda per sensibilizzare le Istituzioni, gli organi di stampa, le associazioni e i cittadini sulla gravissima situazione dell'erosione costiera metapontina.
Con l'estate incombente gli operatori non hanno più la sabbia dove poter accogliere i flussi turistico-balneari.
Gli stessi chiedono a gran voce che venga subito effettuata una rapida opera di "ripascimento a mezzo dragaggio" della sabbia erosa dalle mareggiate, situata immediatamente davanti al litorale.
 
Cordiali saluti, Antonio Forcillo

NOSCORIE TRISAIA

noscorietrisaia@libero.it

07.02.2010

Nucleare  : il parco  dei calanchi   e la centrale di acinello

I calanchi, per chi non conosce la storia antinucleare lucana, furono oggetto negli anni '78 e '80 di un progetto di studio dell'allora Cnen, oggi Enea, per realizzare al suo interno un deposito di scorie nucleari, mentre Trisaia doveva diventare una centrale nucleare di circa 1200 mw. I cittadini di Stigliano e di Rotondella, così come accaduto a Scanzano Jonico nel 2003, si opposero fermamente, riuscendo a bloccare l’infausto progetto. 

Gli appetiti dei nuclearisti, purtroppo, in questa regione periodicamente ritornano: 1963, 1978, 2003 e .... 2010. Infatti, dopo le elezioni regionali di marzo, in maniera chiaramente strumentale, saranno decisi i siti delle quattro nuove centrali nucleari e quasi sicuramente, anche dei depositi di scorie radioattive. La lobby nucleare a corto di fondi e in ottica di risparmio ha già rispolverato anche quei vecchi studi del Cnen del 78 sul territorio italiano, quando in realtà i territori,  le condizioni geologiche e ambientali sono profondamente mutate . Un motivo in più per una regione che ha votato contro il nucleare e per le associazioni e i movimenti che hanno chiesto da anni una riconversione dei Calanchi in attività eco compatibili con la creazione del parco per portare ricchezza e sviluppo in quei territori fermando l’esodo e l’emigrazione dei centri collinari interessati con nuovo turismo, agricoltura di qualità e artigianato.
È ora, infatti, di mettere un punto fermo allo sfruttamento dell'area dei calanchi, al cui interno co-esistono progetti già operativi o in corso di autorizzazione, ben noti al dipartimento ambiente e all’assessorato all’ambiente della Regione, sia sui rifiuti che sullo sfruttamento energetico. C'e'una richiesta  di trivellazione tra Montalbano e Pisticci per opera della Medoilgas, un progetto per una discarica di rifiuti a Venita di Ferrandina, e peggio ancora anche progetti per diverse centrali a biomasse. Dopo il Mercure, Tricarico, Teana e Ferrandina, ora si vuole realizzare tra Aliano e Stigliano, nella zona di Acinello, una tra le più grandi centrali a biomasse d’Europa.

Un non senso politico e ambientale per questa regione che pochi km più in là di Montalbano Jonico e della sua Riserva speciale, fa realizzare ad Acinello una megacentrale a biomasse con biomasse che non sono reperibili in loco, probabilmente voluta più per i certificati verdi che per l’energia da produrre, e, peggio ancora, con la possibilità di bruciare cdr (rifiuti pieni di plastica e di altri e cancerogeni inquinanti), perché la normativa lo permette.
Il parco dei Calanchi pertanto non si deve essere fermare esclusivamente alla riserva naturalistica di Montalbano Jonico ma deve continuare il suo iter oltre Montalbano, con Craco, Pisticci, Ferrandina, Stigliano, Aliano e con altri comuni interessati. Certo una piccola riserva nell'area dei calanchi può essere un primo passo, ma per evitare gli interessi internazionali della lobby del nucleare, dei rifiuti e delle società energetiche, e per evitare anche ogni sospetto di complicità con lo sfruttamento selvaggio del territorio, il consiglio regionale deve fare chiarezza con i suoi cittadini e con la sua stessa Terra, trovando il coraggio di istituire finalmente il vero Parco dei Calanchi.

www.cittadiniattivibernalda.it 

 

Al Presidente della Repubblica

e per conoscenza agli Organi di Stampa

Lettera aperta

 

APPELLO URGENTE IN DIFESA DI UN DISABILE

 

Signor Presidente della Repubblica

A seguito di segnalazione da parte di un cittadino di Bernalda, disabile, disoccupato, con moglie e figlio minore a carico, versante in una situazione di assoluta drammaticità economica per un unico reddito da pensione di invalidità (€ 2.625,29 all’anno), con ordine di sfratto dall’abitazione di residenza, reso esecutivo per morosità  dall’11 gennaio 2010, lo scrivente Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto ha iniziato un Sit-in di solidarietà a partire dal 1° febbraio 2010 in via Benedetto Croce 2 in Bernalda (MT), dove è situato un immobile comunale (case popolari) reso disponibile per rinuncia del precedente assegnatario. Tale Sit-in si è reso necessario per evidenziare, all’opinione pubblica, un’assurdo balletto di competenze in atto da diversi mesi tra il Comune di Bernalda, l’Ater e la Prefettura di Matera, che di fatto impedisce alla famiglia bisognosa di questo cittadino di accedere all’abitazione dopo reiterate richieste, rafforzate anche dall’intervento di un legale.

Nella giornata di ieri, 3 febbraio 2010, il cittadino disabile che presenziava al Sit-in con alcuni membri del Comitato è stato colto da malore, ed è stato subito soccorso dai sanitari del servizio 118, che ne hanno attribuito la causa dello stesso malore alla forte situazione di stress perdurante ormai da diversi mesi e  alla salute precaria dello stesso.

Tuttavia, nonostante la drammaticità di tutto ciò, non abbiamo a tutt’oggi ricevuto alcuna comunicazione che ponesse, in via del tutto eccezionale, la parola fine a detta situazione. Consapevoli che in altri luoghi d’Italia rappresentanti istituzionali ben più sensibili dei nostri hanno prontamente risolto casi, forse, oggettivamente anche meno gravi e drammatici di questo, ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, affinchè con la Sua profonda sensibilità, tra l’altro già ampiamente dimostrata in molte altre analoghe circostanze, possa rimuovere al più presto detti impedimenti burocratici.

Faccia in modo, Signor Presidente, che questa triste vicenda possa trovare rapida risoluzione.

Intervenga Lei a porre fine alle zizzanie burocratiche, per lo meno in questo caso, di assoluta, effettiva drammaticità.

Accolga questo nostro appello lanciato esclusivamente in nome dei più autentici valori di solidarietà, per i quali soltanto ha motivo di esistere una comunità che suole definirsi civile e democratica.

Bernalda, 4 febbraio 2010

                                                                  Con deferenza

 

per il Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto (MT)

il Presidente, prof. Pietro Tamburrano

www.cittadiniattivibernalda.it  SIT-IN DI SOLIDARIETA’ IN BERNALDA (MT)

COMUNICATO

Bernalda, 1 febbraio 2010

Il 1° febbraio 2010, alle ore 11,00 in via B. Croce n. 2 in Bernalda (MT), il Comitato cittadiniattivibernalda e metaponto ha iniziato un Sit-in di solidarietà davanti a una casa popolare disabitata e dismessa di proprietà dell’Ater di Matera, per un cittadino di Bernalda, disabile, disoccupato, con moglie e figlio minore a carico, versante in una situazione di assoluta drammaticità economica per un unico reddito da pensione di invalidità (€ 2.625,29 all’anno), con ordine di sfratto dall’abitazione di residenza, reso esecutivo per morosità  dall’11 gennaio 2010.

Il Comitato cittadiniattivibernalda e metaponto ritiene che in un Paese a democrazia (sviluppata?) situazioni di questo genere non debbano costituire preoccupazione di associazioni civiche solidali, ma dovere delle Istituzioni a risolvere problemi di drammatica urgenza.

Se ciò non avviene a che cosa servono le Istituzioni, per chi operano i loro funzionari, per chi esiste l’apparato dello Stato?

Il Comitato si augura che sia inesistente il dubbio che questa struttura gestita da Enti pubblici possa costituire, come tante altre realtà, riserva di “caccia” elettorale.

 

                                     

 il Comitato cittadiniattivibernalda e metaponto

 

 

 

Vi invio il comunicato che stiamo distribuendo circa il terrorismo ambientale che sta serpeggiando in questi giorni.

 

Grazie per l'attenzione e ciao :-)

Manuela Reggiori

Ufficio Stampa Comitato Motocivismo

TERRORISMO AMBIENTALE

Ultimamente assistiamo ad una recrudescenza nell'accanimento contro le amministrazioni

pubbliche in tema di lotta all'inquinamento: si accusano le amministrazioni di "non fare nulla".

In particolare ci preoccupano alcune affermazioni palesemente false, recentemente circolate in

rete, a proposito della pericolosità, ad esempio, del benzene, fatte citando articoli scientifici in

modo non completo e riportando conclusioni non citate o addirittura contrarie rispetto a quanto

indicato negli articoli stessi!!! In questo modo si sparge terrore ingiustificato!

Questo atteggiamento e' MOLTO GRAVE, perfino passibile dell'accusa di "procurato allarme".

Basta controllare il sito dell'ARPA Lombardia

http://www.arpalombardia.it/qaria/doc_EvoluzioneAnni.asp, i cui grafici sono riportati tutti insieme

per comodita' sulla pagina http://motocivismo.it/wiki/doku.php?id=storicoaria per verificare che il

tasso di benzene nell'aria è significativamente diminuito nel corso degli anni (ricordiamo che TUTTI

gli inquinanti a Milano e Lombardia sono ormai abbondantemente sotto la soglia di allarme,

tranne il PM) per cui, se le leucemie sono aumentate significa che NON c'e' correlazione

("correlazione": relazione causale stimata fra due variabili) causale fra i due fatti.

Inoltre, molti allarmismi sull'inquinamento si riferiscono all'aumento di ricoveri al pronto soccorso di

gente che riferisce "sintomi respiratori" , senza indagare sulla percentuale dei ricoveri

effettivamente causati da patologie reali.

E’ inutile, quindi, scatenare una guerra santa contro le amministrazioni pubbliche per sostenere

blocchi totali o non del traffico, assolutamente inefficaci sul lungo periodo.

E’ inutile continuare a peggiorare le restrizioni (EcoPass, blocco del traffico regionale) perche'

ormai il parco veicoli circolante e' praticamente TUTTO recente, per cui non ha senso spendere

soldi (soprattutto per l'EcoPass) per controllare un parco veicoli che di fatto non incide piu' sull'aria

(nel senso che non si puo' fare meglio di così).

Il Comitato MotoCivismo da anni raccoglie informazioni e dati sul tema, specie in relazione al

traffico (moto)veicolare e, utilizzando i dati ARPA, ha potuto verificare la quasi nulla incisività di

EcoPass nella diminuzione del PM10 (vedi grafico allegato di confronto tra diversi mesi senza, e

con, EcoPass).

Quello sui cui bisognerebbe puntare sarebbero, invece, interventi strutturali che possano eliminare

alla radice alcuni reali problemi quali la congestione che si viene a creare quotidianamente nelle

grandi città, e i veicoli commerciali/le caldaie obsoleti.

Quindi:

- basta far cassa sugli auto/moto utenti,

- che le amministrazioni inizino a dare il buon esempio con mezzi pubblici ecologici e funzionanti,

- procedere con incentivi per veicoli nuovi, ma senza obbligo di rottamazione (si chiamerebbe

altrimenti “RICATTO”) oppure con sgravi fiscali in base alle dimensioni e ai consumi dei veicoli,

- semplificare e incentivare l'intermodalita' per alleggerire il peso del traffico su gomma.

./.

COMITATO MOTOCIVISMO – www.motocivismo.it – info@motocivismo.it

- Pag.2 –

Su questi punti noi cittadini dovremmo imparare a chiedere che le amministrazioni rendano conto

alla fine di ogni anno, invece di accontentarci delle solite promesse.

A questo proposito Motocivismo, nella persona del Suo fondatore – Andrea Trentini – ha incontrato

qualche settimana fa il neo assessore all’ambiente Massari, il qualche si è reso disponibile, tra le

altre cose, a supportarci e a promuovere l’uso della moto perché “ogni moto in più è un’auto in

meno” (affermazione che sosteniamo da anni!).

Comitato Motocivismo

 

 

"NOSCORIE TRISAIA" <ambientebasilicata@libero.it>
Acqua in Basilicata e memoria storica 
  Maurizio Bolognetti [segretario regionale Radicali] 
     Avevano detto è tutto a posto: le acque degli invasi sono pure come acqua di
fonte. Queste affermazioni sembrano non trovare riscontro nei risultati emersi dalle
analisi commissionate dai Radicali. Verrebbe quasi da invocare l'intervento dell'Oms.
Di certo occorrerà nuovamente interrogarsi sul ruolo dell'Arpab ed è altrettanto
certo che, al più presto, sarà necessario far effettuare analisi ad ampio spettro da
parte di organismi indipendenti. La Procura della Repubblica di Potenza farebbe bene
a procedere alla nomina di un Ctu. Leggendo i risultati e i dati, finalmente chiari,
pervenuti dal laboratorio accreditato a cui abbiamo consegnato alcuni litri di acqua
proveniente dagli invasi della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno, siamo
rimasti attoniti.  Della nostra iniziativa finalizzata a far luce sulla qualità delle acque invasate
nelle principali dighe lucane si potrebbe dire, parafrasando Sciascia, «A futura
memoria, se la memoria avrà un futuro». 
   Ed è proprio sull'assenza di una memoria storica che hanno puntato tutti coloro
che nei giorni scorsi   hanno tentato di linciarmi sulla questione qualità delle
acque. Laddove non c'è vero confronto è improbabile che ci possa essere una reale
conoscenza, soprattutto se chi ha il compito di informare diventa complice di coloro
che tentano di continuo di cancellare le tracce di quanto è accaduto in passato. 
   Maggio 2009 - il Corpo Forestale dello Stato denuncia un inquinamento in atto
della diga di Montecotugno. Sulla vicenda il quotidiano Notiziario Italiano scrive:
»Hanno accertato che nella diga di Montecotugno   
   era presente un evidente stato di inquinamento provocato dal versamento diretto di
acque reflue provenienti dal depuratore consortile di Senise». 
   Novembre 2008 - La Procura della Repubblica di Potenza sequestra la sorgente
«Acqua dell'Abete», tributaria dell'invaso della Camastra. La sorgente è ubicata a
valle del Pozzo petrolifero Cerro Falcone 2 in agro di Calvello. 
   Aprile 2004 - Sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata appare il DGR 23
marzo 2004 n.699, «Definizione dello stato conoscitivo dei corpi idrici per la
redazione del piano regionale di tutela delle acque». Nel sopra citato documento, la
Giunta regionale della Basilicata approva una relazione tecnico-scientifica, nella
quale in relazione alla qualità delle acque invasate nelle dighe lucane leggiamo
quanto segue: «Si evidenzia un diffuso scadimento della qualità, a partire dall'anno
2001, tutte le acque di invaso passano dalla categoria A2 alla A3. Appare quindi
utile sottolineare l'opportunità di procedere a indagini più accurate che consentano
di evidenziare le cause di tale peggioramento, non solo a fini puramente conoscitivi,
ma anche per definire eventuali interventi migliorativi». 
   Luglio 2009 - Nel dossier Mare Monstrum, prodotto da Legambiente, viene descritta
la situazione della rete di depurazione regionale. L'associazione ambientalista
sottolinea che essa copre solo «il 74% del territorio regionale, lasciando la
Basilicata al quartultimo posto nella classifica delle regioni italiane per capacità
di servizi di depurazione e fognatura». Come dimostrato dall'indagine del Cfs sul
funzionamento del depuratore consortile di Senise, sarebbe di certo utile
interrogarsi anche su quel 74% per cento di territorio che risulta coperto da una
rete di depurazione. 
   Nel chiedere alla magistratura lucana a che punto sono le indagini avviate dal
Noe, dal Corpo forestale dello Stato, dalla Polizia Provinciale sull'inquina - mento
di alcuni corpi idrici lucani, preannuncio che nelle prossime ore convocheremo una
conferenza stampa per diffondere i dati emersi dalle analisi commissionate sulle
acque degli invasi della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno. Subito dopo la
conferenza stampa consegneremo al Procuratore Colangelo, alla Polizia Provinciale, al
Noe e al Corpo Forestale un esposto-denuncia contenente le analisi in oggetto. 

Precisazione del movimento città nuova

 

www.cittadiniattivibernalda.it 

 

Al Questore di Matera

 Al Commissario Prefettizio del Comune di Bernalda – D.ssa Iaculli

Al Prefetto di Matera

e, p.c. Ai Vigili Urbani del Comune di Bernalda

Agli Organi di Stampa

Sit-in in Bernalda, via B. Croce n. 2

 

A seguito di segnalazione da parte di un cittadino di Bernalda, disabile, disoccupato, con moglie e figlio minore a carico, versante in una situazione di assoluta drammaticità economica per un unico reddito da pensione di invalidità (€ 2.625,29 all’anno), con ordine di sfratto dall’abitazione di residenza, reso esecutivo per morosità  dall’11 gennaio 2010,

il Comitato cittadiniattivibernalda e metaponto comunica che  inizia un sit-in di solidarietà  a partire dal 1 febbraio 2010 in via Benedetto Croce 2 in Bernalda, dove è situato un immobile comunale (case popolari) reso disponibile per rinuncia del precedente assegnatario.

In particolare si evidenzia il balletto di competenze in atto da diversi mesi tra il Comune di Bernalda, l’Ater e la Prefettura di Matera, che di fatto impedisce alla famiglia bisognosa di questo cittadino di accedere all’abitazione dopo reiterate richieste, rafforzate dall’intervento di un legale.

La farragine burocratica non può costituire impedimento a decisioni civili e umanitarie di così pressante necessità.

Le Istituzioni, occorre sempre ricordarlo, sono in funzione del cittadino, altrimenti in che Paese siamo? E’ sufficiente questo a togliere al cittadino persino la voglia di vivere?

 

Bernalda, 28 gennaio 2010

                                                                  Cordialmente

 

per il Comitato cittadiniattivibernalda e metaponto

il Presidente, prof. Pietro Tamburrano

 

 

SEA-Scanzano Energia Ambiente: L'energia solare su Rai 3.

con piacere vi comunichiamo che da lunedì 25 gennaio fino al venerdì dalle ore 7:30, "Buongiorno Regione" su Rai 3 Basilicata terrà 5 trasmisioni sull'energia solare con gli internventi di SEA - Scanzano Energia Ambiente.
 
Si parlerà di energia solare fotovoltaica, solare termico, la loro tecnologia e i loro incentivi per le diverse applicazioni oltre agli aspetti per i privati del PIEAR della Regione Basilicata.
 
Alla prossima...
 
Noi ci siamo ...buon lavoro,

 
Pasquale Stigliani
Presidente Scanzano Energia Ambiente - Sea
Via Zanardelli, n. 17/a
Scanzano Jonico (MT)
Telefono e Fax : 0835 - 954321
CF:90015310775
sea.amministratore@gmail.com
www.seascanzano.it

 

 

Vi informiamo che Domenica 24 Gennaio, alle ore 8,30 arriveranno a Tinchi (fraz. di Pisticci) Fabio e Mingo di Striscia la Notizia, per documentare gli sperperi effettuati sull'ospedale poco prima di deciderne la chiusura, "regalandolo" di fatto alla fondazione privata Stella Maris di Pisa.

Subito dopo avere effettuato le riprese si sposteranno a Pisticci, in Piazza Umberto, dove è prevista una grande manifestazione sempre in difesa dell'ospedale.
DIFENDIAMO LA SANITA' PUBBLICA
Intervenite numerosi soprattutto davanti all'ospedale.
Un grazie anticipato a chi parteciperà
A. Forcillo, cittadiniattivibernalda e metaponto 

From: Potenza Attiva1   January 21, 2010 3:10 PM

Subject: GRAVISSIMA DENUNCIA DI UN GIORNALISTA: TONNELLATE DI RIFIUTI NUCLEARI AFFONDATI IN MARE - CENTINAIA DI NAVI!

GUARDATE E DIFFONDETE QUESTO VIDEO TERRIFICANTE!

 
http://www.facebook.com/inbox/?tid=1083472744088#/video/video.php?v=1116127923592&ref=nf

Le scoperte di Gianni Lannes che vengono nascoste dai media


E' GRAVISSIMA LA DENUNCIA CONTENUTA IN QUESTO VIDEO: LANNES E' ENTRATO SENZA ESSERE FERMATO IN UNA CENTRALE NUCLEARE DISMESSA ED HA FILMATO PER DUE ORE I TIR DELLA CAMORRA CHE PORTAVANO VIA TONNELLATE DI RIFIUTI NUCLEARI, CARICANDOLE SU CONTAINER.
LI HA SEGUITI FINO A GENOVE A LA SPEZIA, DOVE I CONTAINER PIENI DI RIFIUTI SONO STATI CARICATI SU NAVI DA AFFONDARE IN MARE: ORA, NON TRENT'ANNI FA!

GIANNI RISCHIA LA VITA PER QUESTO E NESSUN GIORNALE LO AIUTA, TUTTI OCCULTANO QUESTO E CHISSA' QUANTI ALTRI ATTI TERRORITSTICI SONO STATI E VENGONO COMPIUTI, ANCHE ORA, ANCHE VICINO A NOI...

CI DISTRAGGONO CON EPISODI DI CRONACA NERA O PRESUNTI PERICOLI DI TERRORISMO E INTANTO GLI ATTI VERI DI TERRORISMO VENGONO ATTUATI A RISCHIO DI TUTTE LE NOSTRE VITE!

SE NON CI RIPRENDIAMO SUBITO LA DEMOCRAZIA E I DIRITTI, FRA UN PO' SARA' TROPPO TARDI!
 
Gianni urla queste verità:
 
DAL 1974 SONO STATE AFFONDATE NEI NOSTRI MATI CENTINAIA DI NAVI CONTENENTI RIFIUTI NUCLEARI E CHIMICI:
 
MIGLIAIA DI FUSTI, CENTINAIA DI TONNELLATE DI VELENI: I GOVERNI SAPEVANO, IL GOVERNO SA. NEGLI ANNI '70 ANDREOTTI DAVA LE DIRETTIVE, ORA CI
 
SONO ALTRI A FARLO...
 
HANNO AFFONDATO LE NAVI IN FONDALI DOVE GIACEVANO RELITTI DELLA PRIMA E DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, PER CONFONDERE LE ACQUE...
 
AL LARGO DELLE COSTE CALABRESI, LUCANE, CAMPANE, PUGLIESI GIACCIONO CENTINAIA DI NAVI CHE HANNO AVVELENATO E AVVELENANO I MARI:
 
SE NON FACCIAMO QUALCOSA NOI: MOVIMENTI, ASSOCIAZIONI, CITTADINI ONESTI, SOCIETA' CIVILE E LIBERA, SIAMO TUTTI ALLA FINE;
 
PERCHE' SE HANNO FATTO QUESTO IN MARE LO HANNO FATTO ANCHE SULLA TERRA, E CONTINUERANNO A FARLO IN MANIERA SEMPRE PIU' AGGRESSIVA,
 
DELINQUENZIALE, DA TERRORISTI...QUELLI VERI...
 
URLIAMO TUTTI, NE ABBIAMO UN SACRO DIRITTO!
 
COORDINAMENTO "SUPERINCAZZATO" POTENZATTIVA

Segnalazione:

Due giorni fa, il 28 dicembre, il comitato cittadiniattivibernalda e metaponto ha partecipato a un sit-in di protesta nella vicina cittadina di Policoro, dove tra qualche giorno dovrebbero iniziare le perforazioni per un nuovo pozzo di gas.
Nell’area su cui dovrebbe sorgere il pozzo, alla periferia di Policoro, tra case coloniche, frutteti e coltivazioni biologiche, la società Gas Plus ha già posizionato un enorme cantiere che trova ovviamente contrarie le popolazioni locali che già stentano a sopravvivere (il metapontino fino a qualche anno fa era denominato anche la California del sud). Quel giorno si è protestato sia contro la classe politica regionale (csx), che locale (cdx) per aver concesso una oggettiva Valutazione di Impatto Ambientale molto superficiale, e come sempre vantaggiosa, qui da noi, solo per le multinazionali petrolifere che della Basilicata stanno facendo enorme scempio. Subito dopo l’intervento del presidente del Comitato prof. Pietro Tamburrano, che aveva appena finito il suo discorso in difesa di quelle popolazioni, oltremodo allarmate anche per i rischi sulla salute (nel 1991 sempre a Policoro un altro pozzo di gas esplose e bruciò per 15 giorni con fiamme alte più di 20 metri senza che nessuno le spegnesse), è bruscamente intervenuto sul palco il sindaco di Policoro, tale Nicola Lopatriello di una lista civica di centrodestra, già noto alle cronache per la faccenda Marinagri.
Io che ero sul palco a gestire il microfono per gli interventi, mi sono chiesto: non è che il personaggio istituzionale è un neo-simpatizzante del nuovo “Partito dell’Amore”?…. certi termini ….
Questo il suo intervento che gira su facebook:

 

Rifiuti Connection

La Basilicata, piccola regione del Sud Italia, presenta tutte le caratteristiche di una vera e propria bomba ecologica a cielo aperto, dove si nascondono pesanti eredita' ed interessi legati allo smaltimento dei rifiuti.

 


 

spett.le terrejoniche ti mando delle foto scattate oggi

20/11/2009 relative alla centralissima via Primo Maggio di Nova Siri 

scalo, non so se le puoi pubblicare  ma se lo farai te ne saro'

grato Il degrado di questa strada e' evidente e sotto gli

occhi degli amministratori locali visto che nei paraggi c'e' un circolo

ricreativo molto frequentato dagli stessi. Il mio non e' un attacco verso l'amministrazione ma

vivere in questa traversa e' diventato impossibile dalla sporcizia e dal

degrado provocato da qualche residente ''finto menomato

mentale'' e dall'indifferenza della forza pubblica urbana. 

Cordiali saluti, Pino Rubolino