Avere uno stipendio, un conto in banca
con l’accredito, un garante, avere la possibilità di
anticipare qualche migliaia di euro, accollarsi
economicamenterischi connessi a simili
operazioni…
Questi, in sintesi, per il Sindaco di
Montegiordano e la sua maggioranza, i presuppostiper affacciarsi a ciò che forse appare un futuro
fantastico, alle energie alternative, nel
particolare,al foto-voltaico. Il Sindaco e i
suoi consiglieri mostrano di essere favorevoli al
foto-voltaico, ma solo per chi ha la possibilità di
indebitarsi o di investire capitali propri, può giovare
di una possibilità di risparmio.
Di conseguenza arriva puntuale la
solenne bocciatura da parte della maggioranza, in seno
al consiglio comunale di Montegiordano, tenutosi il
giorno 9 del mese di marzo, della proposta di adesione
al progetto “100 Tetti Sotto il Sole”. La minoranza,
incredula, ribadisce l’indiscutibile risultato
della realizzazione di esso:l’azzeramento dei costi
sulla bolletta Enel sfruttando l’accumulo di energia
solare sui tetti delle proprie abitazioni.
La possibilità, garantita a tutta la
popolazione, agevolerebbe soprattutto le fasce
più deboli, chi non ha la possibilità di contrarre un
prestito, chi non ha un lavoro stabile, i pensionati, i
disoccupati, le famiglie monoreddito.
Questa mancanza di assoluta sensibilità
da parte di una maggioranza che si definisce di sinistra
e poi nega una ormai diffusa opportunità per le famiglie
più disagiate, più povere, più deboli, lascia i
consiglieri di minoranza, completamente meravigliati. Si
pensi che dal progetto reso reale ne deriverebbe davvero
un importante risparmio economico, in media di circa 900
euro l’anno, che per le famiglie significherebbe
maggiore reddito.
Dunque per il sindaco di Montegiordano e
per la sua maggioranza, tutto è attuabile solo se il
cittadino, inteso quindi come un privato, avrebbe la
possibilità di acquistare autonomamente i pannelli
foto-voltaici, altrimenti, nel caso contrario, pazienza…
che continuino a pagare l’energia elettrica!
Alla faccia della solidarietà e delle
pure ideologie di sinistra.
Il capo gruppo di minoranza ricorda che
il progetto prevedeva, in sintesi, l’azzeramento del
costo energetico della bolletta senza alcuna spesa da
parte del cittadino, poiché l’investimento, che
comprendeva l’installazione chiavi in mano dell’impianto
foto-voltaico con tutti gli oneri ed accessori compreso
la stipula di una polizza di assicurazione contro
l’incendio ed il furto, veniva fatto interamente dalla
ditta installatrice dell’impianto la quale veniva
ripagata dal contributo del GSE.
Questo avrebbe permesso, soprattutto alle
famiglie più deboli, un notevole risparmio economico in
quanto, il consumo energetico rispetto al reddito
prodotto da una famiglia che vive con circa 1.000 euro
al mese, incide circa il 10%.
Il Sindaco, indubbiamente, sa che a
Montegiordano ci sono tante famiglie che vivono con un
reddito al di sotto della soglia presa a campione.
Approvare il progetto avrebbe sicuramente aiutato queste
famiglie.
La nota positiva, che fa ben sperare per
il futuro, arriva a sorpresa dai banchi della
maggioranza, quando, dopo l’intervento del capogruppo di
minoranza Introcaso che ha invano speso le ultime parole
verso una maggioranza completamente sorda e
disinteressata alla valida finalità del progetto, prende
la parola il consigliere di maggioranza capo gruppo del
partito socialista, la Dott.ssa Carmela Maradei.
Il suo intervento è stato ben articolato
e soprattutto onesto ed obiettivo.
Ha spiegato chiaramente che il progetto
presentato dalla minoranza va a favore dei cittadini di
Montegiordano che non potrebbero permettersi di
acquistare un impianto fotovoltaico, ribadendo che
questa è una grande opportunità a tutto vantaggio delle
famiglie più deboli.
Successivamente, rivolgendosi verso i
colleghi di rifondazione comunista, partito che da
sempre interpreta il ruolo di paladino e protettore
delle classi più disagiate, e che in questa fase ha
dimostrato con i fatti l’esatto contrario, chiede
meravigliata la motivazione che ha indotto gli stessi
alla bocciatura di un progetto che ricalca le impronte
della loro stessa fede politica.
Ogni risposta tentata non ha fatto
emergere idee o ideali coerenti con la condotta di certe
iniziative.Noi del gruppo di minoranza cogliamo
l’occasione per ringraziare la dott.ssa Maradei per la
sua sensibilità e attenta valutazione oggettiva della
proposta, perché ha saputo mettere da parte l’aspetto
della faziosità politica per scegliere in piena libertà
di agire per il bene di Montegiordano.
Per il gruppo di minoranza questa non è
assolutamente una battaglia persa. Ci riteniamo intanto
vicini alle famiglie che purtroppo a causa di questa
bocciatura del progetto ‘100 Tetti Sotto il Sole’, non
potranno usufruire dei benefici economici sopra
descritti, sicuramente a breve si prevede una
manifestazione sull’eco-sostenibilità di carattere prima
informativo e poi di protesta contro questa maggioranza
che vuol essere tutt’altro che collaborativa e fattiva.
COSTA JONICA: DALL’EROSIONE AL DISSSESTO
IDROGEOLOGICO
[i]La natura
genera i suoi equilibri in conformità a leggi
perfette cui l’uomo dovrebbe obbedire per continuare
la sua vita in simbiosi, distruggendo questi
equilibri la natura si ribella. L’erosione già
conosciuta da trent’anni sulle coste sabbiose del
Meta pontino porta va via circa un metro all’anno
nei punti più critici, e fu attribuita da tutti alla
chiusura dei corsi d’acqua e dal prelievo massiccio
della sabbia e inerti dei fiumi. Se ne accorsero
proprio all’Enea di Rotondella quando video sparire
anno dopo anno la casetta della valvola dello
scarico a mare dell’impianto nucleare. Sui litorali
sabbiosi l’erosione rispetto a quelli ghiaiosi o
rocciosi è maggiore a causa delle correnti marine
che hanno effetto sulla battigia. Ora non si tratta
più di un fenomeno costante e monitorabile, ma
spariscono decine e decine di metri di spiaggia ogni
volta che c’e’ una mareggiata.E' il caso di
Metaponto, Scanzano e Rotondella. Non possiamo
parlare più di erosione ma di un vero dissesto
idrogeologico sulla costa proprio come quello che
avviene sulla terra ferma. Tra le cause, dopo i
fenomeni naturali eccezionali e le dighe troviamo
per alcuni fiumi la cementificazione degli argini,
(proibita in Germania già vent’anni fa) che non
aiuta l’apporto di sedimenti. Negli ultimi anni
sulla costa jonica c’e stata poi una
cementificazione massiccia con megainvestimenti
immobiliari, la distruzione delle dune naturali in
alcuni casi, due porti turistici che hanno anche
influito anche sulle correnti marine trasversali, la
distruzione della flora marina a causa della pesca a
strascico che aiutava a rallentare il moto ondoso.
Oggi a causa di scelte fatte nel passato, non
possiamo far altro che contare solo danni agli
habitat naturali, ma soprattutto alle economie
locali di tutti gli operatori economici che vedono
svanire una stagione estiva e tutta l’occupazione
collegata. Il modello di sviluppo turistico va
perseguito nel rispetto dell’ambiente con politiche
che mirino a sviluppare piccole economie collegate
tra loro evitando grossi investimenti a favore di
pochi, vedi i mega investimenti immobiliari (alias
villaggi turistici) che invece impattano fortemente
sull’ambiente marino e costiero. Per correre ai
ripari la Regione Basilicata ha investito ingenti
risorse tra studi, impianti sperimentali e soluzioni
tampone per non approdare a nulla, il tutto
togliendo risorse alla collettività. Di soluzioni da
attuare bisogna metterne in campo diverse dalle
dune, al dragaggio della sabbia, alla regimentazione
dei fiumi per l’apporto di sedimenti, ma quello che
non dobbiamo fare è commettere sempre gli stessi
errori. Gli errori commessi speriamo pertanto che
aprano gli occhi sul futuro, e sugli ultimi tratti
di spiaggia rimasti, come quello di Rotondella, già
pesantemente dissestato. Il comune di Rotondella,
già danneggiato da questo dissesto
idrogeologico-marino impari la lezione ed eviti di
lasciare l’unico tratto di mare libero ai soliti
investimenti immobiliari con annesso porticciolo per
non provocare altri danni, invece cerchi uno
sviluppo alternativo più rispettoso dell'ambiente e
della collettività. Ci sarebbero poi i danni delle
trivellazioni petrolifere lungo la costa (che
vedremo poi nel corso degli anni) e speriamo mai nel
mar Jonio, ma questa è un’altra storia.
Il
disastro ambientale che si sta consumando nel fiume
Lambro e in seguito nel Po e speriamo non nel mare
Adriatico dovrebbe aprire gli occhi a chi nella pura
incoscienza pensa al petrolio in Basilicata trascurando
l’impatto ambientale che potrebbe avere sui nostri
bacini idrici e nelle nostre falde acquifere.
Ci
riferiamo alle autorizzazioni regionali di nuovi pozzi
vicino la diga del Pertusillo (è il caso del
pozzo Monte Alpi 1 Est previsto a circa 1 Km dalla diga
del Pertusillo),
al pozzo di reinezione di Grumento Nova, al centro oli
di Viggiano e al suo paventato raddoppio per lavorare
più greggio, agli incidenti che si sono verificati con
le autobotti e nelle realizzazioni dei pozzi in un
decennio di trivellazioni, alla rete di oleodotti nella
Val d’Agri. Ai continui allarmi delle popolazioni locali
relative a fiammate e fughe di sostanze chimiche dal
centro oli. Possiamo continuare con il sequestro a 1200
mt dell’area attrezzata Acqua dell’Abete a Calvello,
dove nelle vicinanze è presente un pozzo petrolifero o
peggio ancora alla presenza di bario nella DIGA DEL
PERTUSILLO, quando il bario è una sostanza che non si
trova facilmente in natura, ma che è utilizzata
generalmente dalle trivellazioni petrolifere. Le
rassicurazioni fornite dalla Regione Basilicata e dal
suo (ex) assessore all’ambiente sulla potabilizzazione
efficiente, non escludono che gli inquinanti entrino
nella catena alimentare perché l’acqua non si beve
soltanto, ma si mangia perché è utilizzata per
l’agricoltura e l’allevamento. Alle tante autorizzazioni
che si intendono dare sulla costa Jonica e peggio ancora
nel mar Jonio Non possono rassicurarci le valutazioni
d’impatto ambientale (V.I.A) approvate dalla Regione
Basilicata e dal suo Dipartimento Ambiente sugli
impianti petroliferi dopo l’esperienza del pozzo Morano
di Policoro. Dove il Dipartimento Ambiente affermò in
pieno ferragosto che
non è
previsto l'uso di "sostanze chimiche per lo scioglimento
della crosta terrestre" (Basilicatanet del 14/08/2009
16.27.34) quando invece con ordinanza 3671 a fine dicembre 2009 il sindaco di
Policoro proibì sul pozzo (previo analisi) l’utilizzo di
numerosi fusti contenenti sostanze chimiche, che invece
servivano per le attività di perforazioni per
raggiungere le centinaia di metri di profondità nel
letto del fiume Sinni .
·
·Mentr e
l’uomo può vivere senza petrolio, non sopravvive
senz’acqua, e qui se non si pone un freno e delle
regole allo sfruttamento petrolifero del territorio,
mettiamo a serio rischio l’acqua che disseta due
regioni, la salute dei residenti e soprattutto le
economie agricole interessate. Il petrolio poi finirà
perché è un fossile mentre l’acqua sarà distrutta con
tutti gli ecosistemi, i fiumi e il mare Ionio che di
conseguenza si porterà dietro anche l'economia turistica
lucana irrimediabilmente compromessa. I candidati
governatori devono affrontare il problema serio della
tutela delle acque e non rincorrere le illusioni delle
royalites delle estrazioni petrolifere utilizzate per
illudere e utilizzare i bisogni della collettività per
un puro scopo elettorale. In questa regione purtroppo
accade che i cittadini Invece di essere tutelati dalle
istituzioni debbano mobilitarsi per difendersi dalle
istituzioni su progetti che distruggono l’acqua ,il
territorio e il mare con l’agricoltura e il turismo
collegati favorendo inesorabilmente lo spopolamento
della Regione.
per
ricordare a tutttii cosa stanno combinando
all'acqua lucana con le trivellazioni
senza
regole del dipartimento ambiente e dell'assessore
al ramo
Al
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare, al Ministro della salute.
Per sapere - premesso che:
dopo la smentita da parte delle istituzioni lucane
dello contestazioni di Maurizio Bolognetti
relativamente ai dati sulle acque invasate lucane,
lo stesso ha provveduto, in compagnia di un agente
della polizia provinciale di Potenza, a prelevare
alcuni campioni di acqua dalle dighe del
Pertusillo, di Senise e della Camastra che sono
stati consegnati al laboratorio di analisi Biosan di
Vasto (Chieti);
alla fine del rapporto di prova elaborato dal
laboratorio si legge: «il campione, in relazione ai
parametri esaminati, non rientra nei limiti posti
dal decreto legislativo 31/01 e successivi
concernente la quantità di acque destinate a consumo
umano»;
l'acqua di cui si parla è quella invasata e non
quella che esce dai rubinetti;
la sostanza oltre la soglia è il bario che nel caso
della diga del Petrusillo è pari a tre milligrammi
per litro e nel caso degli invasi di Montecotugno e
della Camastra è di poco inferiore a due, mentre,
secondo il decreto legislativo n. 152 del 2006,
questa sostanza non dovrebb e superare il valore di
1 milligrammo per litro;
il bario è una sostanza utilizzata dalle industrie
di gas e petrolio per fare fango perforante e può
avere effetti tossici sulla salute;
nell'aprile 2004, sul Bollettino Ufficiale della
regione Basilicata era apparso il decreto della
giunta regionale 23 marzo 2004, n. 699, «Definizione
dello stato conoscitivo dei corpi idrici per la
redazione del piano regionale di tutela delle
acque». Nel sopra citato documento, la giunta
regionale della Basilicata approvava una relazione
tecnico-scientifica, nella quale in relazione alla
qualità dello acque invasate nelle dighe lucane si
legge quanto segue: «Si evidenzia un diffuso
scadimento della qualità, a partire dall'anno 2001,
tutte le acque di invaso passano dalla categoria A2
alla A3. Appare quindi utile sottolineare
l'opportunità di procedere a indagini più accurate
che consentano di evidenziare le cause di tale
peggioramento, non solo a fini puramente
conoscitivi, ma anche per definire eventuali
interventi migliorativi.»; nel novembre 2008, la
procura della Repubblica di Potenza ha sequestrato
la sorgente «Acqua dell'Abete», tributaria
dell'invaso della Camastra. La sorgente è ubicata a
valle del pozzo petrolifero Cerro Falcone 2 in agro
di Calvello;
nel maggio 2009, il Corpo forestale dello Stato ha
denunciato un inquinamento in atto della diga di
Montecotugno. Sulla vicenda il quotidiano Notiziario
Italiano ha scritto: «Hanno accertato che nella diga
di Montecotugno era presente un evidente stato di
inquinamento provocato dal versamento diretto di
acque reflue provenienti dal depuratore consortile
di Senise» -:
di quali dati dispongano i Ministri interrogati in
ordine alla qualità delle acque degli invasi lucani
di cui in premessa e quali iniziative di competenza
intendano assumere al riguardo, con particolare
riferimento alla ne cessità di assicurare la
trasparenza e la correttezza delle informazioni
concernenti i corpi idrici.
dell'On. Elisabetta Zamparutti (PD) ed altri
Alle ore
12,00 di oggi 12 febbraio alcuni operatori turistici
di Metaponto (MT) esasperati per la gravissima
emregenza erosiva della spiaggia di Metaponto Lido (MT)
e che già da ieri occupano il Comune di Bernalda, si
sono incatenati sul campanile del Municipio di
Bernalda (MT).
Si
trasmette in allegato una foto della dura protesta.
Antonio Forcillo, addetto alla comunicazione del
Comitato Cittadiniattivibernalda e metaponto.
www.cittadiniattivibernalda.it
Gli operatori turistici di Metaponto occupano il
Comune di Bernalda (MT)
Bernalda, 11 febbraio 2010
Alle ore
12,30 di stamane l'associazione "Leucippo -
operatori turistici di Metaponto" ha
occupato la Sala Consiliare del Comune di Bernalda
per sensibilizzare le Istituzioni, gli organi di
stampa, le associazioni e i cittadini sulla
gravissima situazione dell'erosione costiera
metapontina.
Con
l'estate incombente gli operatori non hanno più la
sabbia dove poter accogliere i flussi
turistico-balneari.
Gli
stessi chiedono a gran voce che venga subito
effettuata una rapida opera di "ripascimento a
mezzo dragaggio" della sabbia erosa dalle
mareggiate, situata immediatamente davanti al
litorale.
Nucleare : il parco dei
calanchi e la centrale di acinello
I calanchi, per chi non
conosce la storia antinucleare lucana, furono
oggetto negli anni '78 e '80 di un progetto di studio
dell'allora Cnen, oggi Enea, per realizzare al suo
interno un deposito di scorie nucleari, mentre Trisaia
doveva diventare una centrale nucleare di circa 1200 mw.
I cittadini di Stigliano e di Rotondella, così come
accaduto a Scanzano Jonico nel 2003, si opposero
fermamente, riuscendo a bloccare l’infausto progetto.
Gli appetiti dei nuclearisti,
purtroppo, in questa regione periodicamente
ritornano: 1963, 1978, 2003 e .... 2010. Infatti, dopo
le elezioni regionali di marzo, in maniera chiaramente
strumentale, saranno decisi i siti delle quattro nuove
centrali nucleari e quasi sicuramente, anche dei
depositi di scorie radioattive.
La lobby nucleare a corto
di fondi e in ottica di risparmio ha già rispolverato
anche quei vecchi studi del Cnen del 78 sul territorio
italiano, quando in realtà i territori, le condizioni
geologiche e ambientali sono profondamente mutate . Un
motivo in più per una regione che ha votato contro il
nucleare e per le associazioni e i movimenti che hanno
chiesto da anni una riconversione dei Calanchi in
attività eco compatibili con la creazione del parco per
portare ricchezza e sviluppo in quei territori fermando
l’esodo e l’emigrazione dei centri collinari interessati
con nuovo turismo, agricoltura di qualità e artigianato.
È ora, infatti, di mettere
un punto fermo allo sfruttamento dell'area dei calanchi,
al cui interno co-esistono progetti già operativi o in
corso di autorizzazione, ben noti al dipartimento
ambiente e all’assessorato all’ambiente della Regione,
sia sui rifiuti che sullo sfruttamento energetico.
C'e'una richiesta di trivellazione tra Montalbano e
Pisticci per opera della Medoilgas, un progetto per una
discarica di rifiuti a Venita di Ferrandina, e peggio
ancora anche progetti per diverse centrali a biomasse.
Dopo il Mercure, Tricarico, Teana e Ferrandina, ora si
vuole realizzare tra Aliano e Stigliano, nella zona di
Acinello, una tra le più grandi centrali a biomasse
d’Europa.
Un non senso politico e
ambientale per questa regione che pochi km più in là di
Montalbano Jonico e della sua Riserva speciale, fa
realizzare ad Acinello una megacentrale a biomasse con
biomasse che non sono reperibili in loco, probabilmente
voluta più per i certificati verdi che per l’energia da
produrre, e, peggio ancora, con la possibilità di
bruciare cdr (rifiuti pieni di plastica e di altri e
cancerogeni inquinanti), perché la normativa lo
permette.
Il parco dei Calanchi pertanto non si deve essere
fermare esclusivamente alla riserva naturalistica di
Montalbano Jonico ma deve continuare il suo iter oltre
Montalbano, con Craco, Pisticci, Ferrandina, Stigliano,
Aliano e con altri comuni interessati. Certo una piccola
riserva nell'area dei calanchi può essere un primo
passo, ma per evitare gli interessi internazionali della
lobby del nucleare, dei rifiuti e delle società
energetiche, e per evitare anche ogni sospetto di
complicità con lo sfruttamento selvaggio del territorio,
il consiglio regionale deve fare chiarezza con i suoi
cittadini e con la sua stessa Terra, trovando il
coraggio di istituire finalmente il vero Parco dei
Calanchi.
A seguito di segnalazione da parte di un
cittadino di Bernalda, disabile, disoccupato, con moglie
e figlio minore a carico, versante in una situazione di
assoluta drammaticità economica per un unico reddito da
pensione di invalidità (€ 2.625,29 all’anno), con ordine
di sfratto dall’abitazione di residenza, reso esecutivo
per morosità dall’11 gennaio 2010, lo scrivente
Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto ha
iniziato un Sit-in di solidarietà a partire dal 1°
febbraio 2010 in via Benedetto Croce 2 in Bernalda (MT),
dove è situato un immobile comunale (case popolari) reso
disponibile per rinuncia del precedente assegnatario.
Tale Sit-in si è reso necessario per evidenziare,
all’opinione pubblica, un’assurdo balletto di competenze
in atto da diversi mesi tra il Comune di Bernalda, l’Ater
e la Prefettura di Matera, che di fatto impedisce alla
famiglia bisognosa di questo cittadino di accedere
all’abitazione dopo reiterate richieste, rafforzate
anche dall’intervento di un legale.
Nella giornata di ieri, 3 febbraio 2010,
il cittadino disabile che presenziava al Sit-in con
alcuni membri del Comitato è stato colto da malore, ed è
stato subito soccorso dai sanitari del servizio 118, che
ne hanno attribuito la causa dello stesso malore alla
forte situazione di stress perdurante ormai da diversi
mesi e alla salute precaria dello stesso.
Tuttavia, nonostante la drammaticità di
tutto ciò, non abbiamo a tutt’oggi ricevuto alcuna
comunicazione che ponesse, in via del tutto eccezionale,
la parola fine a detta situazione. Consapevoli che in
altri luoghi d’Italia rappresentanti istituzionali ben
più sensibili dei nostri hanno prontamente risolto casi,
forse, oggettivamente anche meno gravi e drammatici di
questo, ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, affinchè
con la Sua profonda sensibilità, tra l’altro già
ampiamente dimostrata in molte altre analoghe
circostanze, possa rimuovere al più presto detti
impedimenti burocratici.
Faccia in modo, Signor Presidente, che
questa triste vicenda possa trovare rapida risoluzione.
Intervenga Lei a porre fine alle zizzanie
burocratiche, per lo meno in questo caso, di assoluta,
effettiva drammaticità.
Accolga questo nostro appello lanciato
esclusivamente in nome dei più autentici valori di
solidarietà, per i quali soltanto ha motivo di esistere
una comunità che suole definirsi civile e democratica.
Bernalda, 4 febbraio 2010
Con deferenza
per il Comitato Cittadiniattivi di
Bernalda e Metaponto (MT)
Il 1° febbraio 2010, alle ore 11,00 in
via B. Croce n. 2 in Bernalda (MT), il Comitato
cittadiniattivibernalda e metaponto ha iniziato un
Sit-in di solidarietà davanti a una casa popolare
disabitata e dismessa di proprietà dell’Ater di Matera,
per un cittadino di Bernalda, disabile, disoccupato, con
moglie e figlio minore a carico, versante in una
situazione di assoluta drammaticità economica per un
unico reddito da pensione di invalidità (€ 2.625,29
all’anno), con ordine di sfratto dall’abitazione di
residenza, reso esecutivo per morosità dall’11 gennaio
2010.
Il Comitato cittadiniattivibernalda e
metaponto ritiene che in un Paese a democrazia
(sviluppata?) situazioni di questo genere non debbano
costituire preoccupazione di associazioni civiche
solidali, ma dovere delle Istituzioni a risolvere
problemi di drammatica urgenza.
Se ciò non avviene a che cosa servono le
Istituzioni, per chi operano i loro funzionari, per chi
esiste l’apparato dello Stato?
Il Comitato si augura che sia inesistente
il dubbio che questa struttura gestita da Enti pubblici
possa costituire, come tante altre realtà, riserva di
“caccia” elettorale.
il Comitato cittadiniattivibernalda e
metaponto
Vi invio
il comunicato che stiamo distribuendo circa
il terrorismo ambientale che sta serpeggiando in
questi giorni.
"NOSCORIE TRISAIA" <ambientebasilicata@libero.it>Acqua in Basilicata e memoria storica
Maurizio Bolognetti [segretario regionale Radicali]
Avevano detto è tutto a posto: le acque degli invasi sono pure come acqua di
fonte. Queste affermazioni sembrano non trovare riscontro nei risultati emersi dalle
analisi commissionate dai Radicali. Verrebbe quasi da invocare l'intervento dell'Oms.
Di certo occorrerà nuovamente interrogarsi sul ruolo dell'Arpab ed è altrettanto
certo che, al più presto, sarà necessario far effettuare analisi ad ampio spettro da
parte di organismi indipendenti. La Procura della Repubblica di Potenza farebbe bene
a procedere alla nomina di un Ctu. Leggendo i risultati e i dati, finalmente chiari,
pervenuti dal laboratorio accreditato a cui abbiamo consegnato alcuni litri di acqua
proveniente dagli invasi della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno, siamo
rimasti attoniti. Della nostra iniziativa finalizzata a far luce sulla qualità delle acque invasate
nelle principali dighe lucane si potrebbe dire, parafrasando Sciascia, «A futura
memoria, se la memoria avrà un futuro».
Ed è proprio sull'assenza di una memoria storica che hanno puntato tutti coloro
che nei giorni scorsi hanno tentato di linciarmi sulla questione qualità delle
acque. Laddove non c'è vero confronto è improbabile che ci possa essere una reale
conoscenza, soprattutto se chi ha il compito di informare diventa complice di coloro
che tentano di continuo di cancellare le tracce di quanto è accaduto in passato.
Maggio 2009 - il Corpo Forestale dello Stato denuncia un inquinamento in atto
della diga di Montecotugno. Sulla vicenda il quotidiano Notiziario Italiano scrive:
»Hanno accertato che nella diga di Montecotugno
era presente un evidente stato di inquinamento provocato dal versamento diretto di
acque reflue provenienti dal depuratore consortile di Senise».
Novembre 2008 - La Procura della Repubblica di Potenza sequestra la sorgente
«Acqua dell'Abete», tributaria dell'invaso della Camastra. La sorgente è ubicata a
valle del Pozzo petrolifero Cerro Falcone 2 in agro di Calvello.
Aprile 2004 - Sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata appare il DGR 23
marzo 2004 n.699, «Definizione dello stato conoscitivo dei corpi idrici per la
redazione del piano regionale di tutela delle acque». Nel sopra citato documento, la
Giunta regionale della Basilicata approva una relazione tecnico-scientifica, nella
quale in relazione alla qualità delle acque invasate nelle dighe lucane leggiamo
quanto segue: «Si evidenzia un diffuso scadimento della qualità, a partire dall'anno
2001, tutte le acque di invaso passano dalla categoria A2 alla A3. Appare quindi
utile sottolineare l'opportunità di procedere a indagini più accurate che consentano
di evidenziare le cause di tale peggioramento, non solo a fini puramente conoscitivi,
ma anche per definire eventuali interventi migliorativi».
Luglio 2009 - Nel dossier Mare Monstrum, prodotto da Legambiente, viene descritta
la situazione della rete di depurazione regionale. L'associazione ambientalista
sottolinea che essa copre solo «il 74% del territorio regionale, lasciando la
Basilicata al quartultimo posto nella classifica delle regioni italiane per capacità
di servizi di depurazione e fognatura». Come dimostrato dall'indagine del Cfs sul
funzionamento del depuratore consortile di Senise, sarebbe di certo utile
interrogarsi anche su quel 74% per cento di territorio che risulta coperto da una
rete di depurazione.
Nel chiedere alla magistratura lucana a che punto sono le indagini avviate dal
Noe, dal Corpo forestale dello Stato, dalla Polizia Provinciale sull'inquina - mento
di alcuni corpi idrici lucani, preannuncio che nelle prossime ore convocheremo una
conferenza stampa per diffondere i dati emersi dalle analisi commissionate sulle
acque degli invasi della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno. Subito dopo la
conferenza stampa consegneremo al Procuratore Colangelo, alla Polizia Provinciale, al
Noe e al Corpo Forestale un esposto-denuncia contenente le analisi in oggetto.
Al
Commissario Prefettizio del Comune di Bernalda – D.ssa
Iaculli
Al Prefetto di Matera
e, p.c. Ai Vigili Urbani del Comune di
Bernalda
Agli Organi di Stampa
Sit-in in Bernalda, via B. Croce n. 2
A seguito di
segnalazione da parte di un cittadino di Bernalda,
disabile, disoccupato, con moglie e figlio minore a
carico, versante in una situazione di assoluta
drammaticità economica per un unico reddito da pensione
di invalidità (€ 2.625,29 all’anno), con ordine di
sfratto dall’abitazione di residenza, reso esecutivo per
morosità dall’11 gennaio 2010,
il Comitato cittadiniattivibernalda e
metaponto comunica che inizia un sit-in di
solidarietà a partire dal 1 febbraio 2010 in via
Benedetto Croce 2 in Bernalda, dove è situato un
immobile comunale (case popolari) reso disponibile per
rinuncia del precedente assegnatario.
In particolare si evidenzia il balletto
di competenze in atto da diversi mesi tra il Comune di
Bernalda, l’Ater e la Prefettura di Matera, che di fatto
impedisce alla famiglia bisognosa di questo cittadino di
accedere all’abitazione dopo reiterate richieste,
rafforzate dall’intervento di un legale.
La farragine burocratica non può
costituire impedimento a decisioni civili e umanitarie
di così pressante necessità.
Le Istituzioni, occorre sempre
ricordarlo, sono in funzione del cittadino, altrimenti
in che Paese siamo? E’ sufficiente questo a togliere al
cittadino persino la voglia di vivere?
Bernalda, 28 gennaio 2010
Cordialmente
per il Comitato
cittadiniattivibernalda e metaponto
il Presidente, prof. Pietro Tamburrano
SEA-Scanzano Energia Ambiente: L'energia solare su
Rai 3.
con piacere vi
comunichiamo che da lunedì 25 gennaio fino al
venerdì dalle ore 7:30, "Buongiorno Regione" su Rai
3 Basilicata terrà 5 trasmisioni sull'energia solare
con gli internventi di SEA - Scanzano Energia
Ambiente.
Si parlerà di energia solare fotovoltaica, solare
termico, la loro tecnologia e i loro incentivi per
le diverse applicazioni oltre agli aspetti per i
privati del PIEAR della Regione Basilicata.
Alla prossima...
Noi ci siamo ...buon lavoro,
Pasquale Stigliani
Presidente Scanzano Energia Ambiente - Sea
Via Zanardelli, n. 17/a
Scanzano Jonico (MT)
Telefono e Fax : 0835 - 954321
CF:90015310775
sea.amministratore@gmail.com
www.seascanzano.it
Vi
informiamo che Domenica 24 Gennaio, alle ore 8,30
arriveranno a Tinchi (fraz. di Pisticci) Fabio e
Mingo di Striscia la Notizia, per documentare gli
sperperi effettuati sull'ospedale poco prima di
deciderne la chiusura, "regalandolo" di fatto alla
fondazione privata Stella Maris di Pisa.
Subito
dopo avere effettuato le riprese si sposteranno a
Pisticci, in Piazza Umberto, dove è prevista una
grande manifestazione sempre in difesa
dell'ospedale.
DIFENDIAMO LA SANITA' PUBBLICA
Intervenite numerosi soprattutto davanti
all'ospedale.
Le scoperte di Gianni Lannes
che vengono nascoste dai media
E' GRAVISSIMA LA DENUNCIA
CONTENUTA IN QUESTO VIDEO: LANNES E' ENTRATO SENZA
ESSERE FERMATO IN UNA CENTRALE NUCLEARE DISMESSA ED
HA FILMATO PER DUE ORE I TIR DELLA CAMORRA CHE
PORTAVANO VIA TONNELLATE DI RIFIUTI NUCLEARI,
CARICANDOLE SU CONTAINER.
LI HA SEGUITI FINO A GENOVE A LA SPEZIA, DOVE I
CONTAINER PIENI DI RIFIUTI SONO STATI CARICATI SU
NAVI DA AFFONDARE IN MARE: ORA, NON TRENT'ANNI FA!
GIANNI RISCHIA LA VITA PER QUESTO E NESSUN GIORNALE
LO AIUTA, TUTTI OCCULTANO QUESTO E CHISSA' QUANTI
ALTRI ATTI TERRORITSTICI SONO STATI E VENGONO
COMPIUTI, ANCHE ORA, ANCHE VICINO A NOI...
CI DISTRAGGONO CON EPISODI DI CRONACA NERA O
PRESUNTI PERICOLI DI TERRORISMO E INTANTO GLI ATTI
VERI DI TERRORISMO VENGONO ATTUATI A RISCHIO DI
TUTTE LE NOSTRE VITE!
SE NON CI RIPRENDIAMO SUBITO LA DEMOCRAZIA E I
DIRITTI, FRA UN PO' SARA' TROPPO TARDI!
Gianni urla queste
verità:
DAL 1974 SONO STATE AFFONDATE
NEI NOSTRI MATI CENTINAIA DI NAVI CONTENENTI RIFIUTI
NUCLEARI E CHIMICI:
MIGLIAIA DI FUSTI, CENTINAIA
DI TONNELLATE DI VELENI: I GOVERNI SAPEVANO, IL
GOVERNO SA. NEGLI ANNI '70 ANDREOTTI DAVA LE
DIRETTIVE, ORA CI
SONO ALTRI A FARLO...
HANNO AFFONDATO LE NAVI IN
FONDALI DOVE GIACEVANO RELITTI DELLA PRIMA E
DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, PER CONFONDERE LE
ACQUE...
AL LARGO DELLE COSTE
CALABRESI, LUCANE, CAMPANE, PUGLIESI GIACCIONO
CENTINAIA DI NAVI CHE HANNO AVVELENATO E AVVELENANO
I MARI:
SE NON FACCIAMO QUALCOSA NOI:
MOVIMENTI, ASSOCIAZIONI, CITTADINI ONESTI, SOCIETA'
CIVILE E LIBERA, SIAMO TUTTI ALLA FINE;
PERCHE' SE HANNO FATTO QUESTO
IN MARE LO HANNO FATTO ANCHE SULLA TERRA, E
CONTINUERANNO A FARLO IN MANIERA SEMPRE PIU'
AGGRESSIVA,
DELINQUENZIALE, DA
TERRORISTI...QUELLI VERI...
URLIAMO TUTTI, NE ABBIAMO UN
SACRO DIRITTO!
COORDINAMENTO "SUPERINCAZZATO"
POTENZATTIVA
Segnalazione:
Due giorni fa, il 28 dicembre, il comitato
cittadiniattivibernalda e metaponto ha
partecipato a un sit-in di protesta nella vicina
cittadina di Policoro, dove tra qualche giorno
dovrebbero iniziare le perforazioni per un nuovo
pozzo di gas.
Nell’area su cui dovrebbe sorgere il pozzo, alla
periferia di Policoro, tra case coloniche,
frutteti e coltivazioni biologiche, la società
Gas Plus ha già posizionato un enorme cantiere
che trova ovviamente contrarie le popolazioni
locali che già stentano a sopravvivere (il
metapontino fino a qualche anno fa era
denominato anche la California del sud). Quel
giorno si è protestato sia contro la classe
politica regionale (csx), che locale (cdx) per
aver concesso una oggettiva Valutazione di
Impatto Ambientale molto superficiale, e come
sempre vantaggiosa, qui da noi, solo per le
multinazionali petrolifere che della Basilicata
stanno facendo enorme scempio. Subito dopo
l’intervento del presidente del Comitato prof.
Pietro Tamburrano, che aveva appena finito il
suo discorso in difesa di quelle popolazioni,
oltremodo allarmate anche per i rischi sulla
salute (nel 1991 sempre a Policoro un altro
pozzo di gas esplose e bruciò per 15 giorni con
fiamme alte più di 20 metri senza che nessuno le
spegnesse), è bruscamente intervenuto sul palco
il sindaco di Policoro, tale Nicola Lopatriello
di una lista civica di centrodestra, già noto
alle cronache per la faccenda Marinagri.
Io che ero sul palco a gestire il microfono per
gli interventi, mi sono chiesto: non è che il
personaggio istituzionale è un neo-simpatizzante
del nuovo “Partito dell’Amore”?…. certi termini
….
Questo il suo intervento che gira su facebook:
La
Basilicata, piccola regione del Sud Italia, presenta
tutte le caratteristiche di una vera e propria bomba
ecologica a cielo aperto, dove si nascondono pesanti
eredita' ed interessi legati allo smaltimento dei
rifiuti.
spett.le terrejoniche ti mando
delle foto scattate oggi
20/11/2009 relative alla centralissima via Primo Maggio
di Nova Siri
scalo, non so se le puoi pubblicare ma se lo farai
te ne saro'
grato Il degrado di questa strada e' evidente e sotto
gli
occhi degli amministratori locali visto che nei paraggi
c'e' un circolo
ricreativomolto frequentato
dagli stessi. Il mio non e' un attacco verso
l'amministrazione ma
vivere in questa traversa e' diventato impossibile dalla
sporcizia e dal
degradoprovocato
da qualche residente ''finto menomato
mentale'' e dall'indifferenza della forza pubblica
urbana.