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POLICORO – È iniziata nei migliori dei modi la stagione musicale 2010. In occasione dei festeggiamenti della Madonna del Ponte a Policoro si è esibito il cantautore romano Amedeo Minghi. Nonostante il rinvio del concerto al giorno dopo, la piazza era gremita come non mai. Quasi due ore di concerto dove ha ripercorso i quarant’anni di vita musicale. Nei primi momenti della sua carriere fu ospite a Policoro del cantautore locale Antonio Labate con cui – ha affermato dal palco – ha ricordato quei momenti. A più di qualcuno è apparso un po’ noioso nella prima parte perché si dilungava a parlare, dando pure delle frecciatine all’andazzo della vita italiana in particolar modo alla brutta politica. Anche a me piacerebbe che qualcuno mi comprasse questo palco senza sapere chi è – ha affermato – ma come può succedere ? Il poeta accompagnato magistralmente da un gruppo di musicisti a cui facevano parte anche sei violini, ha dedicato la prima metà dello spettacolo alle canzoni meno conosciute. Ma poi quando ha cantato le canzoni più famose “L’immenso”, “Decenni”, Notte bella e magnifica”, “Di più”. “Emanuela ed io “, “Piccola spina”, “Cuore di pace”, “San Michel” e “Quando l’estate verrà” la gente è andata in delirio. All’ascolto di “La vita mia” il pubblico si spellava le mani per gli applausi. Quando ha cantato “Un nomo venuto da lontano” nella piazza è calato un silenzio di tomba e tutti non hanno staccato gli occhi lucidi per la commozione, dal video dove scorrevano le immagini di Santo Padre Wojtyla. L’ultima parte del concerto è stata dedicata a “1950” e “Vattene amore” cantata per lo più dalla platea. Tutti avrebbero voluto il bis, magari per cantare “Gerusalemme”, ma come sua consuetudine, questo non c’è stato. È vero la bellezza è soggettiva ma permettetemi di dire che Policoro quest’anno si è superato con il concerto di Minghi. Bravo “Big service” ad averlo proposto.
Pino Acciardi |